Nella mattinata di giovedì 25 giugno, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana ha ospitato la cerimonia conclusiva della VI edizione del Premio Orafo Belé e Gargoyle, il concorso nato nel 2021 dalla collaborazione tra Municipio 1 del Comune di Milano, APA Confartigianato Imprese Milano, Accademia di Alta Oreficeria Galdus e Innova Professioni.
L’iniziativa coinvolge ogni anno studenti e giovani artigiani nella progettazione di gioielli capaci di reinterpretare la “milanesità” attraverso simboli, architetture, opere d’arte e luoghi che hanno contribuito a costruire l’identità culturale della città. Un progetto che unisce formazione, creatività e valorizzazione del patrimonio milanese, offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con una vera sfida progettuale e con le aspettative del mondo professionale.
L’Ambrosiana come fonte di ispirazione
Dopo aver dedicato le precedenti cinque edizioni al Duomo di Milano, al Castello Sforzesco, alla Basilica di Sant’Ambrogio, al Museo Civico di Storia Naturale e al Teatro alla Scala, quest’anno il concorso ha scelto come tema la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, una delle istituzioni culturali più prestigiose della città.
Fondata nel 1607 dal cardinale Federico Borromeo, l’Ambrosiana nacque con l’ambizione di diventare un luogo aperto alla diffusione del sapere e alla conservazione della conoscenza. Ancora oggi custodisce un patrimonio artistico e librario di straordinario valore, che rappresenta un punto di riferimento per studiosi, appassionati e visitatori provenienti da tutto il mondo.
In questi mesi gli studenti hanno approfondito la storia dell’istituzione, studiandone le architetture, le opere della Pinacoteca e i numerosi tesori custoditi nelle sue sale. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai dipinti di Pieter Bruegel il Vecchio appartenuti alla collezione personale di Federico Borromeo, fonte di ispirazione per molti dei progetti presentati.
Il risultato è una ricca collezione di gioielli caratterizzata da interpretazioni diverse, ma accomunate da un’attenta ricerca storica e da una forte sensibilità contemporanea.
La cerimonia di premiazione
Ad aprire l’evento è stato Monsignor Alberto Rocca, Dottore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Direttore della Pinacoteca Ambrosiana e Direttore della Classe di Studi Borromaici.
Nel suo intervento ha evidenziato il legame tra le opere custodite dall’Ambrosiana e i lavori realizzati dagli studenti, sottolineando come entrambe le espressioni siano accomunate dalla ricerca della bellezza e dalla capacità di trasformare la cultura in un linguaggio universale.
La premiazione si è svolta in ordine inverso, dal diciassettesimo al primo classificato. Ogni partecipante è stato invitato sul palco per presentare il proprio progetto e raccontare il percorso creativo che ha portato alla realizzazione del gioiello.
I premi, per un valore complessivo di 5.000 euro, sono stati assegnati sotto forma di contributi destinati a sostenere la crescita professionale dei giovani orafi e il proseguimento del loro percorso formativo.
I vincitori
A conquistare il primo posto è stata Noemi Sferruzzi con il progetto Criselia, ispirato alla celebre Teca di Lucrezia Borgia conservata presso la Biblioteca Ambrosiana. Il gioiello reinterpreta la storia della reliquia legata a Lucrezia Borgia e alla tradizione rinascimentale, trasformandola in un raffinato fermaglio per capelli in argento dorato cesellato. Elementi come perle, catene e pietre richiamano rispettivamente il gusto dell’epoca, l’unione tra le casate d’Este e Borgia e la memoria simbolica della reliquia.
Sul secondo gradino del podio si è classificata Iris Berra con Meditatio, mentre il terzo posto è andato a Martin Bianchi con Giardino Segreto al Chiaro di Luna, progetti che si sono distinti per qualità progettuale e interpretazione del tema.
Ai piedi del podio si sono classificati Mircea Florian Popescu con Mindus e Monia D’Amico con Scripta Manent.
La graduatoria finale ha visto inoltre premiati: Desiree Bacco (Acantia), Martina Gallazzi (Theca), Anastasiia Oasauleko (Sapientia), Lucrezia Beretta (Belé Gargoyle), Francesca Quartieri (Golden Wing), Chiara Ceresa (Celebratio Vatis), Elisabetta Migliavacca (Segreto), Arianna Bontempo (Scrinium), Francesca Borsotti (Ambrosia), Danuji Kukula (Serendib Ambrosiana), Shuyu Wang (Codex Mobilis) e Margherita Lazzari (Alaris).
Le istituzioni presenti
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo della formazione, della cultura e dell’artigianato, confermando il valore di una rete che negli anni ha contribuito alla crescita del Premio Belé e Gargoyle.
Tra i presenti: Arianna Petra Fontana, Vicepresidente di APA Confartigianato Imprese Milano e Presidente del Consiglio della Sezione di Milano; Alessia Del Corona, Vicepresidente del Municipio 1; Stefano Bertolina, Direttore di Galdus; Enrico Brambilla, Segretario Generale di APA Confartigianato Imprese Milano; Luigi Poli, Consigliere di APA Confartigianato Imprese Milano; Michele Testa, Responsabile della sede milanese di APA Confartigianato, insieme ai rappresentanti delle istituzioni culturali che hanno ispirato le diverse edizioni del concorso.
Un’occasione di crescita per i giovani
Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Belé e Gargoyle si conferma un’importante occasione di crescita per i giovani che desiderano avvicinarsi al mondo dell’oreficeria e dell’alto artigianato.
L’iniziativa dimostra come il patrimonio culturale possa diventare un laboratorio di creatività e innovazione, capace di stimolare nuove idee e nuove professionalità. Attraverso il dialogo con i luoghi simbolo di Milano, gli studenti imparano a osservare il passato con occhi contemporanei, trasformando la storia della città in progetti concreti e in opportunità per il proprio futuro professionale.

