Un luogo straordinario, nascosto nel cuore di Milano
Nel cuore di Milano, tra le vie del centro piene di negozi e vetrine scintillanti, alzando lo sguardo si incontra una struttura imponente e storica, che però si confonde quasi naturalmente tra gli edifici circostanti. Se non ci fosse l’indicazione all’esterno, sembrerebbe uno dei tanti grandi palazzi nobiliari del Seicento milanese.
Una lunga insegna che scende dalla facciata dell’edificio lo rivela: si tratta di una biblioteca, un luogo che custodisce libri e molto altro. L’Ambrosiana, o meglio la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, è stata fondata da uno dei più grandi uomini milanesi di tutti i tempi, protagonista anche nel celebre romanzo di Manzoni: Federico Borromeo. Fu lui a volerla nel 1607 come un’oasi di cultura, studio e ricerca.
A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: perché ci trovavamo lì?
Quest’anno proprio questa sede storica — forse ancora un po’ sottovalutata nei percorsi culturali della città — è stata scelta come tema della VI edizione del concorso Belé e Gargoyle, un concorso bandito da Galdus che invita giovani orafi a progettare e realizzare un gioiello ispirato ai luoghi più significativi della storia milanese. Per le altre edizioni puoi guardare qui!
All’ombra dei capolavori
Ad introdurre gli studenti ITS dell’Accademia di Alta Oreficeria è stato mons. Alberto Rocca, Dottore ordinario del Collegio dei Dottori — l’organo voluto dal cardinale Federico Borromeo per guidare la vita culturale della biblioteca — e direttore della Pinacoteca Ambrosiana.
In una sala gremita e avvolta da una luce soffusa, circondati da grandi opere d’arte che sembravano osservare gli studenti dell’Accademia di Alta Oreficeria di Galdus, il direttore ha guidato il loro sguardo verso i capolavori custoditi tra queste mura.
Si è parlato dei 46.000 manoscritti raccolti nei secoli, spesso riccamente miniati e dai colori straordinari; del celebre Codice Atlantico di Leonardo e del cartone preparatorio di Raffaello per la Scuola di Atene, che da solo varrebbe la visita; e poi ancora dei dipinti e delle collezioni artistiche, tra cui quelle di Brueghel, così ricche di dettagli e già appartenute al cardinale.
Infatti accanto alla Biblioteca, che nell’idea di Federico Borromeo doveva racchiudere una parte dello scibile umano — con testi latini, greci, ebraici, siriaci e di molte altre tradizioni — nel 1618 fu inaugurata anche la Pinacoteca Ambrosiana: la prima galleria pubblica d’arte al mondo. Un luogo pensato non solo per esporre capolavori, ma anche come strumento didattico e fonte di ispirazione.
Un dialogo continuo tra passato e presente
La visita non è stata soltanto una lezione di storia.
Mons. Alberto Rocca ha saputo raccontare l’Ambrosiana come un luogo ancora vivo, capace di mettere in dialogo il passato con il presente.
Nel corso della visita il direttore ha invitato gli studenti a osservare i dettagli: gli abiti delle nobildonne raffigurate nei quadri, gli elementi di moda dell’epoca, la raffinatezza delle spille e dei gioielli dipinti con estrema precisione dagli artisti. Ha anche sottolineato l’importanza di saper contestualizzare le immagini, per comprendere i motivi delle scelte degli artisti e riscoprire un’arte che oggi forse ci parla meno di quanto potrebbe.
Non a caso, a un certo punto del racconto è emerso anche un episodio contemporaneo: la celebre sfilata di Dolce & Gabbana organizzata tra le sale della Biblioteca Ambrosiana. In quell’occasione gli abiti dei modelli dialogavano con le opere d’arte, riflettendo e reinterpretando lo stile delle epoche passate. Uno degli esempi di come questo luogo storico possa continuare a parlare al presente.
Alla ricerca dell’ispirazione
Terminato questo momento di confronto, dopo domande e curiosità, gli studenti sono stati lasciati liberi di esplorare la Pinacoteca e la Biblioteca.
Hanno potuto osservare da vicino le opere, soffermarsi sui dettagli, cercare un particolare, un tema o un elemento capace di accendere l’immaginazione. Da questi spunti nasceranno i progetti che parteciperanno al concorso.
C’è tempo fino al 31 maggio per dare fino in fondo alla propria creatività e presentare il proprio gioiello.
Noi ne siamo usciti ispirati. E siamo certi che anche negli studenti sia rimasto qualcosa di questa giornata: non vediamo l’ora di scoprire i loro progetti.
Per il regolamento e per scoprire di più sul concorso, abbiamo dedicato una pagina qui.

